tradimenti
quella porca della mia collega
16.07.2025 |
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"Tiralo fuori"
In men che non si dica le nostre posizioni si invertirono e lei in ginocchio mi abbassò i pantaloni, tirò fuori il mio cazzo, e lo prese in bocca..."
Nel mio lavoro si presentano spesso occasioni di conoscenza con varie colleghe, provenienti da ogni dove. Con alcune sono nate amicizie, con altre ho mantenuto contatti strettamente professionali. Conosco un sacco di colleghe e molte di loro le guardo con estremo interesse, con qualcuna ho avuto storielle, con qualcun'altra una botta e via, con altre cose più serie e di lungo corso.
Tuttavia, oggi vi voglio raccontare un'avventura durata qualche mese con una collega con cui mai avrei mai pensato di scoparci.
Lei si chiama Nadia, è bionda e porta un caschetto stiloso, è magra, longilinea, un corpo da modella, due occhi verdi che ti fulminano in un secondo e ti scrutano fin dentro l'anima, pelle chiarissima.
Malgrado Nadia sia già sulla strada della maturità, il suo corpo mantiene un fascino senza tempo, un fisico sinuoso e sodo, e malgrado la sua magrezza ha tutte le curve che sembrano scolpite. E' sposata, lo sappiamo tutti, ma credo che molti maschietti si siano comunque proposti in passato, è tuttora molto ammirata per la sua indiscutibile presenza ma non è mai stata realmente corteggiata, perché in tutto ciò c'è qualcosa che tiene tutti a distanza: è un'emerita testa di cazzo.
nadia ha un carattere di merda, scontrosa, poco accomodante, poco incline alla gentilezza, arrogante, snob e spocchiosa, almeno questo è quello che tutti pensano. Letteralmente è una che sta sul cazzo a tutti, e il peggio è che lei non fa nulla perché ciò cambi, a lei sta bene così. Una di quelle persone che sono un "prendere o lasciare" e il 99% ha sempre lasciato.
A dire il vero io ho visto in lei, nei suoi occhi profondi, tanta solitudine e scherzando con gli amici ho sempre detto che Nadia è isterica perchè suo marito non la scopa abbastanza, e il destino ha voluto che le mie parole fossero davvero profetiche...
Nei rapporti professionali con Nadia ho sempre mantenuto una certa freddezza anche perchè lei è sempre stata spigolosa e sul lavoro non mi ha mai risparmiato grane. Ad un certo punto però si presenta un'occasione davvero strana che cambia tutto. Un giorno, mentre siamo entrambi fuori provincia per una trasferta di lavoro, la macchina di Nadia si guasta ed io sono l'unico che può darle un passaggio.
Ovviamente mi offro di accompagnarla, se non altro per avere una compagnia durante il viaggio, lungo più di due ore. Fuori c'è il diluvio universale. Un viaggio che sarà una sorta di odissea. Durante il viaggio però scopro il lato dolce di Nadia, che non è poi così glaciale come vorrebbe far credere. La cosa che mi sorprese fu la sua inaspettata disponibilità e voglia di confidenza a parlare della propria vita privata, dei suoi problemi di coppia, della sua insoddisfazione come donna a causa di un marito che lei ritiene un bambinone, un immaturo egoista e capriccioso che piuttosto che dedicarsi alle "faccende da uomo" preferisce passare il tempo libero ad inseguire i suoi hobbies.
"Capisci che voglio dire?" certo che lo capivo..."Un uomo deve fare l'uomo con la sua donna" sottolineò.
Ad un certo punto mi dice "Secondo te sono da buttare?" E visto che il ghiaccio era rotto non mi faccio scappare l'occasione "Da buttare? sei ancora uno schianto! Lo sai che ti guardano tutti? Lo sai che sei ancora una donna desiderata? Anch'io ti ammiro enormemente, sai?" Lei sorrise e mi disse di non sfotterla perché era sensibile, anch'io le sorrisi ammiccando.
A questo punto la conversazione prese un'altra piega inaspettata infatti lei mi disse: "Tu hai mai pensato a frequentare una donna sposata?" Ovvio che si, ovvio che avrei voluto dirle subito che coltivavo esperienze clandestine anche con altre colleghe mariate, ma in quel momento la mia risposta fu un semplice "Dipende", " Ad esempio con una come te senz'altro sì". Lei mi disse di smetterla di scherzare e che la stavo mettendo in imbarazzo, ma aggiunse: "Perchè poi va a finire che io ci spero veramente". Da quel momento calò un periodo di imbarazzo e quasi non ci parlammo più per il resto del viaggio.
L'accompagnai davanti casa e mentre scese mi diede un bacio sulla guancia, mi ringraziò e mi disse: "La prossima volta ci dobbiamo chiarire" io risposi: "Senz'altro".
Quella notte non pensai altro che a lei
L'avrei voluta nel letto con me, avrei voluto spogliarla di quel vestitino che aveva su quel giorno, quel vestito leggero che esaltava la sua figura, le sue forme esili e delicate che fasciava morbidamente il suo seno, piccolo ma adorabile. Non ho resistito e dovetti farmi una sega per saziare i miei desideri.
Dopo appena una settimana si ripropose una nuova trasferta di lavoro, non molto lontano, ma stavolta giocai d'anticipo e scoprendo che ci sarebbe stata anche lei mi offrii di darle un passaggio sia all'andata che al ritorno. Lei accettò
Il viaggio di andata fu contornato dalle questioni lavorative e poco o nulla venne fuori sul discorso eros.
Il colpo di scena avvenne all'ora di pranzo.
Poichè avevo finito prima di lei, le diedi appuntamento presso una tavola calda in centro dove avevo prenotato un tavolino per due.
Fuori era di nuovo brutto e lei arrivò con molto ritardo, tanto che il locale si stava già svuotando degli avventori della pausa pranzo. Lei sempre vestita con un vestitino molto elegante sul verde chiaro, scarpe con i tacchi altissimi e capelli sempre a posto. Aveva un rossetto rosso fuoco che non passava inosservato. Fu verso la fine del pranzo che decisi di giocarmi la mia carta e con molta nonchalance con il mio ginocchio, sotto il tavolo, cercai il contatto con le sue gambe. Dapprima lei rifiutò il contatto, ma dopo qualche secondo fu proprio lei a cercarlo, con molta più forza. Io le sorrisi e lei ricambiò facendomi una smorfia compiaciuta. Il gioco andò avanti per un pò, ma ad un certo punto il ginocchio glielo piazzai proprio in mezzo alle gambe, in modo che lei dovesse aprirle, e lei ovviamente le aprì. Devo dire che non mi sarei aspettato questa situazione con lei, e non mi sarei aspettato che lei mi porgesse la sua mano per stringere con forza la mia.
"Sai che mi ero immaginata questa scena già una settimana fa?" disse lei sorridendomi.
Senza aggiungere altro si alzò, andò a pagare anche per me e tornando al tavolo disse "Che ne dici se pomeriggio invece del lavoro ci prendiamo un pò di tempo per noi due?" e mentre lo diceva si avvicinò al mio volto, per cercare un bacio.
"Certamente" le dissi io, e avvicinandomi alla sua bocca la baciai.
"Andiamo a casa mia, tanto mio marito non c'è"
Durante il viaggio in macchina le infilai la mano tra le cosce e lei la accompagnò piano piano fino a farsi toccare la figa, gliela massaggiai con delicatezza e vidi che a lei piaceva da morire.
Non appena entrammo in casa, non fece nemmeno in tempo a chiudere il portone che ci gettammo abbracciati l'un l'altro. La baciai con voglia, con la lingua che si avviluppava alla sua, le mie mani la toccavano in ogni dove, le baciavo il collo. Dopo un pò abbassai la cerniera del vestito che in un attimo fu giù. Indossava un sensualissimo completino intimo in pizzo nero che contrastava con il chiarore della sua pelle. Le tirai giù il reggiseno ed iniziai a succhiarle le tettine, mentre lei mi sfilo la camicia e mi baciò ripetutamente sul petto. Eravamo ancora dietro la porta. Mi inginocchiai e inizia a baciarle e mordicchiare le mutandine. Lei pressò la mia testa contro il suo pube. Le abbassai quel pizzo nero e denudai la sua stupenda figa, un bocciolo rosa vivo contorniato da pelle bianchissima, depilata e profumata. In un secondo la mia lingua fu dentro di lei. Le leccai il contorno delle labbra e cercai il suo clitoride che sentii già turgido. Lei ansimava e premeva forte la mia testa contro di lei.
Mi dice "Voglio il tuo cazzo. Tiralo fuori"
In men che non si dica le nostre posizioni si invertirono e lei in ginocchio mi abbassò i pantaloni, tirò fuori il mio cazzo, e lo prese in bocca. Lo prese con tanto vigore che se lo fece arrivare in gola, tanto che quasi si affogò. Lo succhiava e lo menava con maestria e con una voracità inaspettata. Dopo che quasi mi fece venire per la foga con cui mi spompinava mi prese per mano e mi portò sul divano e si distese a gambe aperte.
"Scopami! Scopami tutta! oggi voglio fare la troia e fare mio marito un gran cornuto"
Mi chinai su di lei e la penetrai ripetutamente. Lei ansimava fortissimo e temetti che ci sentissero, le nostre lingue si intrecciavano con baci zuppi di saliva.
"Voglio fotterti come un cagna, sarai la troia che tuo marito si merita, mettiti a pecora che ti infilzo da dietro"
In meno di un secondo obbedì e mi mostro il suo bel culetto bianco bianco con un buchetto del culo piccolo piccolo che non potei fare a meno di leccare con la lingua. Vedendo quel culo così bianco istintivamente le diedi un sonoro schiaffo e a lei la cosa piacque tantissimo
"Ti prego sculacciami ancora" Lo feci più volte, sempre più forte e dopo un pò le impronte delle mie mani erano perfettamente scolpite con un alone rosso fuoco su quelle chiappe che erano bianchissime fino a pochi minuti prima.
"Fammi il culo rosso rosso, così quel cornuto di mio marito veda quanto sono stata porca"
Le sue parole mi incitavano e dopo averla sculacciata per bene le piazzai di nuovo il cazzo in figa...Ad ogni colpo lei indietreggiava in modo che lo sentisse di più. Per tutto il tempo volle essere ingiuriata delle più squallide parole che mi venivano in mente "troia cagna, puttana sfondata, sei una porca insaziabile...".
Si dimenava come un'ossessa.
"Voglio essere troia fino in fondo. Sfondami il culo, mio marito mi deve trovare con il culo rotto"
Io non aspettavo altro. Un culetto piccolo tra due chiappe sode rosse rosse per gli schiaffi ricevuti, un buchetto che voleva essere allargato. Gli sputai sul buchino per lubrificarlo, appoggiai la cappella e lo sentii subito cedevole e in un secondo tutto il mio cazzo fu dentro di lei. Lei gridò, un urlo che era un misto di gioia e dolore
"Non fermarti, ti prego continua. Voglio che mi vieni nel culo"
E così fu.
Finimmo in doccia per ripulirci e scopammo anche lì
Fu un giorno indimenticabile per me e per lei.
Nei giorni e nei mesi successivi continuammo a vederci e a scopare forte come piaceva a lei. Scopammo in macchina sotto casa sua, tra gli alberi di un parcheggio in autostrada, nel mio studio, nel bagno di un autogrill. Ogni volta voleva essere scopata ripetutamente e in ogni buco. Era un indomabile vulcano di eros, quasi avesse voglia di recuperare tutte le scopate che non aveva fatto col marito.
La cosa che però notarono tutti fu il fatto che Nadia davvero cambiò umore e da glaciale testa di cazzo divenne molto più rilassata e amichevole.
Le malelingue dicevano che avesse trovato finalmente qualcuno che le aveva fatto passare l'isterismo a suon di cazzo...e forse avevano ragione.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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